Lotto 260
Massimo Stanzione, (Frattamaggiore, 1585 โ Napoli, 1656)
100x128 cm
"Amorino dormiente", olio su tela, entro cornice in legno intagliato e dorato, già rintelato e rintelaiato, restauri
Si ringrazia il prof. Maurizio Marini per l’attribuzione.
L'opera si colloca nell'ambito di quella pittura di destinazione privata che ebbe larga diffusione nella Napoli del secondo e terzo decennio del Seicento, contesto particolarmente favorevole alla ricerca di soluzioni più raccolte e meditate rispetto alla grande decorazione religiosa. Il tema dell’amorino addormentato, disteso sopra un drappo azzurro e un cuscino rosso entro un paesaggio ombroso, è affrontato da Stanzione con una sensibilità tutta pittorica, affidata al lento accordarsi della luce sulle forme. a figura emerge gradualmente dalla penombra, in un procedimento che attenua gli aspetti più severi del naturalismo caravaggesco e rivela quella naturale inclinazione alla misura che costituisce uno dei caratteri più riconoscibili dell'artista. La salda costruzione del corpo, disposto lungo una morbida diagonale, la compattezza degli incarnati e, soprattutto, il rapporto tra i rossi profondi, gli azzurri intensi e le tonalità brune del paesaggio concorrono a definire un'immagine di grande unità pittorica. Per qualità di stesura e orientamento stilistico, l'opera sembra riferibile agli anni della piena maturità, quando Stanzione, ormai lontano dalle più dirette suggestioni caravaggesche, elabora un linguaggio di maggior respiro, aperto agli esempi della tradizione emiliana attraverso la mediazione di Lanfranco e di Simon Vouet
Si ringrazia il prof. Maurizio Marini per l’attribuzione.
L'opera si colloca nell'ambito di quella pittura di destinazione privata che ebbe larga diffusione nella Napoli del secondo e terzo decennio del Seicento, contesto particolarmente favorevole alla ricerca di soluzioni più raccolte e meditate rispetto alla grande decorazione religiosa. Il tema dell’amorino addormentato, disteso sopra un drappo azzurro e un cuscino rosso entro un paesaggio ombroso, è affrontato da Stanzione con una sensibilità tutta pittorica, affidata al lento accordarsi della luce sulle forme. a figura emerge gradualmente dalla penombra, in un procedimento che attenua gli aspetti più severi del naturalismo caravaggesco e rivela quella naturale inclinazione alla misura che costituisce uno dei caratteri più riconoscibili dell'artista. La salda costruzione del corpo, disposto lungo una morbida diagonale, la compattezza degli incarnati e, soprattutto, il rapporto tra i rossi profondi, gli azzurri intensi e le tonalità brune del paesaggio concorrono a definire un'immagine di grande unità pittorica. Per qualità di stesura e orientamento stilistico, l'opera sembra riferibile agli anni della piena maturità, quando Stanzione, ormai lontano dalle più dirette suggestioni caravaggesche, elabora un linguaggio di maggior respiro, aperto agli esempi della tradizione emiliana attraverso la mediazione di Lanfranco e di Simon Vouet
€ 10.000,00 / 15.000,00
Stima
8.000,00 €
Base d'asta
€
La tua offerta
Imposta la tua offerta massima